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Il Principe e la Zingaradialogando fra ragione e sentimento |
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April 25 ...a toccare la luce...
lunghissima assenza, ma tanti sono stati gli eventi
che mi sono nel frattempo accaduti,
che distolto m'hanno da questo nostro
amichevole discorrere d'amore e d'altro.
Per molto tempo ho vagato, incredulo, ingenuo,
ed ho errato più volte: ma si sa che l'errore
è sempre pronto a coglierci in questo nostro
vagabondare. A volte ci troviamo a toccare la luce
e le alte vette, altre volte a precipitare negli abissi
più neri e profondi: questo mi accade spesso.
Ah, quanto ne soffre la mia anima! Ah, a quante
altre anime, non volendo, ho arrecato sofferenza!
Si arriverà mai ad una meta, toccata la quale
si possa poi dire: "Io mi fermo qui"? A volte
la sfiducia m'assale e vorrei tornarmene
nel chiuso del mio lontano castello, altre volte
da euforia improvvisa son preso, e così riprendo
il mio andare, anche se non so verso dove
i miei passi possano condurmi, vagando.
Amica Zingara, il vostro Principe Ivan vi chiede
e vi ordina gioia e felicità: possano così,
almeno i vostri giorni esser lieti, perché quelli
di lui giammai saranno tali.
Un dolce bacio vi dono in segno
d'amicizia e d'affetto. Ma presto
ci rivedremo di persona e le vostre
nuove mi racconterete dai paraggi
dei "sospiri".
March 22 Vagabonda è la mia vita
BUONA PASQUA MIO PRINCIPE
Eccomi a voi caro Principe, dopo tanto vagare per mondi. Conoscete la mia indole indomita, restìa a fermarsi in un sol loco. Ma giungo in questi giorni in luoghi a noi comuni, per portarvi nuove novelle di disincantato amor. Un uomo seguiva da tempo, le postazioni nomadi delle mie genti, il suo lavoro lo prevede, seguir li passi degli zingari, mie genti. Notavo io da molto questo uomo alto che ci seguiva, non comprendendo il perchè dovea far codesti controlli. Noi popolo nomade siamo, ma male non facciamo ad alcuno, finchè un giorno, curiosa, lo fermai e domandai. "Lei, poliziotto, perchè segue il nostro vagare da tempo immemore ormai, ancora cadevan le foglie in autunno e lei già sulle nostre orme notai." Ma quale sorpresa non fu per me, quando lui con voce decisa e tonante si rivolse a me dicendo: "Io seguo le sue genti perchè vidi lei, Zingara gentile, vagar fra loro con passo leggiadro, emozione colse il mio core sittanto che non riuscii più a staccarmi da voi" La bocca mia si spalancò per lo stupore, con occhi nuovi vidi quell'omone in divisa, il cuore mio all'improvviso aprì le sue porte e nuova estasi in esso entrò e per ora dimora con placida quiete godendo con infinita passione.
February 07 Una giostra è la vitaDolce amica, di certo male non facciamo
con volontà, ma a volte accade che in noi
grande forza devastatrice alberga e ogni
nostro agire ricade su altri cuori,
così che pur non volendo dar da soffrire,
pur soffrire facciamo.
Ma non è a voi, dolce amica Preziosa,
che alludo, quanto a me medesimo.
Anch'io ricerco l'Amore e il Sogno bello.
Anch'io peregrino pel mondo alla cerca
di questi preziosi gioielli.
Ma l'Amore è sogno e il Sogno è illusione.
Pur dobbiamo vivere e attaccarci alle consolazioni
che dal vivere possono derivare:
un amore, una calda e tenera amicizia,
una bella giornata all'improvviso spensierata,
dopo il malessere di tetri giorni
trascorsi con il lutto nel core.
Poi le speranze rinnovate.
Una giostra è la vita.
O almeno, così la mia a me pare.
Non voglio insegnar niente a nessuno,
giammai a voi:
non ho la presunzione di sapere,
ià che io
stesso mi sono messo sulle vie del mondo
per imparare a mia volta.
Una cosa ho compreso:
l'arte di vivere è la più difficile.
Un bacio a voi, mia dolce Zingara.
Spero che presto il mio volto venga visitato
da un'espressione più cordiale,
che invogli al sorriso.
Ad oggi, da tanto tempo,
ho difficoltà ad esser leggero
come aria di Zefiro.
February 03 Nuovi orizzontiBuongiorno caro Principe,
la vostra Zingara per nuovi lidi se ne va
alla ricerca delle risposte all'eterno problema
che fa girare il mondo.....
l'agognato AMORE.
Cauti i suoi passi perchè ormai segnata da grandi delusioni e perdite,
ma indomita qual è, come voi sapete,
non s'arresta di fronte a nessun ostacolo.
E ogni giorno rinasce in lei
la speranza di trovare un approdo sicuro,
che l'accolga nel suo tepore e con tenerezza.
Sogna in continuazione,
ma che male c'è, o mio Signore,
a voler continuare a sognare???
Male non ne facciamo a nessuno,
che dite voi mio nobile amico???
Al massimo a noi stessi,
ma persone adulte siamo
e saremo noi stessi a pagarne le conseguenze
o a goderne di esse.
Tutto è frutto delle nostre scelte
e tutto quindi lo dobbiamo a noi stessi,
nel bene e nel male.
Che dite mio Sire,
sto diventando saggia nel mio peregrinare???
Forse si, forse no,
forse è solo illudersi,
ma ripeto,
danni non ne facciamo se non a se stessi.
E io son pronta a pagarne lo scotto,
ma almeno VIVO.
A presto mio Principe,
anche se sempre più raramente i nostri sentieri si incrociano,
io serbo per voi antico e forte rispetto.
Con devozione
La Zingara
January 04 Core desolato è il mioCore desolato è il mio,dolce Amica.
Nella nostra esistenza tante sono le forze
che agiscono con impeto.
Non sempre si soffre per propri affanni,
ma anche per quelli altrui.
Non delle mie vicende di cuore mi lagno,
perché esse volgono verso dolce accoglienza,
come già ebbi modo di informarmi:
leggiadra dama ha accolto i miei favori
ed entrambi
gioiamo di codesto amore che ci è donato.
Ma ebbi all'improvviso richiesta d'aiuto
da parte di un carissimo amico.
Accorsi alla sua gentil richiesta di finissimo uomo d'onore
e la sua triste vicenda mi narrò:
di una dama bella egli si era invaghito
e per tanto tempo l'aveva corteggiata con fine amore,
che solo un uomo così nobile d'animo
può donare e dedicare a donna piacente.
Per molto tempo il corteggiamento durò
ed ella finalmente fu pronta a concedere i suoi baci
tanto attesi e desiderati.
Venne il momento del dolce convegno che s'erano dati ed ella,
invece di andargli incontro sollevata
dal dolce zefiro ch'Amor produce,
lo guardò con disprezzo e gli disse che mai
avrebbe acconsentito di cedere
ad un amore così impuro e peccaminoso.
Egli chiese spiegazione di questo suo dire
ed ella rispose ch'egli era stato sposato già con un'altra
e anche se ormai quell'unione era stata sciolta,
comunque non la riteneva corretta,
perché la sua Fede e la Chiesa di sua appartenenza
mai avrebbero approvato codesta unione.
Ed egli le rispose:
"Divorziato sì io sono, ma non appestato.
Come hai osato trattarmi così,
donna vile e bugiarda!?"
Adesso quel mio amico, dolce Zingara,
è troppo angustiato ed io lo sono per lui:
ben altro avrebbe meritato.
Tante volte in passato egli è accorso
come amico e alleato per porgermi aiuto:
una volta persino volle sostenere un duello in vece mia,
perché giacevo ammalato e onta e disonore su di me,
se non avessi trovato un simile campione che,
in mia vece, sostenesse la tenzone.
Ecco cosa ho fatto, dolce Amica,
tutte le chiese ho fatto demolire,
il clero d'ogni fede ho scacciato via
e ho lasciato che i sudditi
che volessero continuare con la loro fede
andassero via anche loro.
Nel mio regno non voglio che certe false morali si annidino.
Combatterò ogni religione,
e d'esse mai mi è affatto importato.
Io credevo molto nell'umana intelligenza, ma sbagliai.
Veglierò sul dolce amico.
A voi, mia Preziosa,
mia Amica soave e leggiadra,
dedico un pensiero gentile e dolce:
so che siete nobile nel core
e certo capirete i motivi della mia assenza,
che per molto si è protratta.
Un bacio sulle vostre guance,
casto e dolce come quelli che voi mi dedicate.
A presto, gioiosa Amica,
che la Fortuna vi sia propizia
in questo nuovo anno.
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