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January 04 Core desolato è il mioCore desolato è il mio,dolce Amica.
Nella nostra esistenza tante sono le forze
che agiscono con impeto.
Non sempre si soffre per propri affanni,
ma anche per quelli altrui.
Non delle mie vicende di cuore mi lagno,
perché esse volgono verso dolce accoglienza,
come già ebbi modo di informarmi:
leggiadra dama ha accolto i miei favori
ed entrambi
gioiamo di codesto amore che ci è donato.
Ma ebbi all'improvviso richiesta d'aiuto
da parte di un carissimo amico.
Accorsi alla sua gentil richiesta di finissimo uomo d'onore
e la sua triste vicenda mi narrò:
di una dama bella egli si era invaghito
e per tanto tempo l'aveva corteggiata con fine amore,
che solo un uomo così nobile d'animo
può donare e dedicare a donna piacente.
Per molto tempo il corteggiamento durò
ed ella finalmente fu pronta a concedere i suoi baci
tanto attesi e desiderati.
Venne il momento del dolce convegno che s'erano dati ed ella,
invece di andargli incontro sollevata
dal dolce zefiro ch'Amor produce,
lo guardò con disprezzo e gli disse che mai
avrebbe acconsentito di cedere
ad un amore così impuro e peccaminoso.
Egli chiese spiegazione di questo suo dire
ed ella rispose ch'egli era stato sposato già con un'altra
e anche se ormai quell'unione era stata sciolta,
comunque non la riteneva corretta,
perché la sua Fede e la Chiesa di sua appartenenza
mai avrebbero approvato codesta unione.
Ed egli le rispose:
"Divorziato sì io sono, ma non appestato.
Come hai osato trattarmi così,
donna vile e bugiarda!?"
Adesso quel mio amico, dolce Zingara,
è troppo angustiato ed io lo sono per lui:
ben altro avrebbe meritato.
Tante volte in passato egli è accorso
come amico e alleato per porgermi aiuto:
una volta persino volle sostenere un duello in vece mia,
perché giacevo ammalato e onta e disonore su di me,
se non avessi trovato un simile campione che,
in mia vece, sostenesse la tenzone.
Ecco cosa ho fatto, dolce Amica,
tutte le chiese ho fatto demolire,
il clero d'ogni fede ho scacciato via
e ho lasciato che i sudditi
che volessero continuare con la loro fede
andassero via anche loro.
Nel mio regno non voglio che certe false morali si annidino.
Combatterò ogni religione,
e d'esse mai mi è affatto importato.
Io credevo molto nell'umana intelligenza, ma sbagliai.
Veglierò sul dolce amico.
A voi, mia Preziosa,
mia Amica soave e leggiadra,
dedico un pensiero gentile e dolce:
so che siete nobile nel core
e certo capirete i motivi della mia assenza,
che per molto si è protratta.
Un bacio sulle vostre guance,
casto e dolce come quelli che voi mi dedicate.
A presto, gioiosa Amica,
che la Fortuna vi sia propizia
in questo nuovo anno.
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